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Marmolada, parte l’operazione rilancio

CANAZEI – Con voto unanime, il consiglio comunale di Canazei ha approvato ieri sera lo studio preliminare di fattibilità del collegamento impiantistico tra il lago di Fedaia e Punta Rocca. Sono tre tronchi collegati, tutti fuori valanga, quindi in condizioni di massima sicurezza. Un primo atto ufficiale per riprendere il discorso della valorizzazione completa del ghiacciaio, non solamente dal punto di vista sciistico, ma anche nella sua interezza, sotto il profilo storico, culturale, della viabilità, dei parcheggi e della attesa, più volte promessa ma non ancora realizzata pista ciclabile. L’argomento (trattato all’ultimo punto all’ordine del giorno) è stato anticipato da una interrogazione, presentata dal gruppo di minoranza «Ensema se pel», con la quale, come ha chiarito Giovanni Bernard , primo firmatario, anche a nome dei colleghi Riccardo Nemela, Luigi Dantone e Cristoforo Debertol , si è voluto riportare in primo piano la discussione su un tema che sta a cuore a tutta la comunità e all’intera valle di Fassa e che è fermo da anni. Debertol ha anche sollecitato il sindaco Mariano Cloch a chiedere l’inserimento di un rappresentante di Canazei nella commissione provinciale che si occupa di questa problematica. Lo stesso Cloch si è impegnato a formulare tale richiesta nel prossimo incontro in Provincia, rinviato a fine febbraio e che dovrebbe avvenire (almeno questa è la speranza) la prossima settimana. In questa sede, raccogliendo le sollecitazioni di Enzo Soraperra , si chiederanno chiarimenti anche in ordine al Piano Neve della Regione Veneto, che sembra andare ad interessare una parte del territorio trentino. «Ciò che attualmente la Regione Veneto considera confine» ha puntualizzato Soraperra «è in effetti qualche cosa di diverso dal confine storico e non va a coincidere con la parte trentina, con il rischio che si possa riaprire il dibattito anche su questo aspetto, aprendo prospettive imbarazzanti. Arrivare con il nuovo impianto a Punta Rocca diventa quindi un fatto prettamente politico, per ribadire le nostre competenze territoriali». Della necessità di integrare lo studio, allargandolo anche ad altri aspetti di fondamentale interesse ha parlato Nemela, mentre Dantone ha espresso l’auspicio che l’amministrazione comunale si faccia sentire in maniera forte anche sul problema della messa in sicurezza della strada. «Lo studio» ha concluso il sindaco «è un primo contributo, che presuppone ulteriori approfondimenti su altri contenuti, legati allo sviluppo generale del ghiacciaio».