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La Ual dà la sveglia sul piano Marmolada

VAL DI FASSA. C’è grande attesa per il piano di sviluppo provinciale della Marmolada (che dovrà essere poi sottoposto alle amministrazioni locali e alla Regione Veneto). Nel frattempo Canazei ha più volte ribadito la volontà di raggiungere la vetta della Regina con un impianto che salga anche dal versante trentino, mentre nei giorni scorsi la Lega Nord ha organizzato una manifestazione a passo Fedaia (sulla strada) denunciando i ritardi della Provincia anche dal punto di vista della mobilità. E ora la Ual ha diffuso un comunicato per spiegare la propria posizione su una questione – si legge- aperta ormai da oltre dieci anni. «A fronte di uno sviluppo impiantistico e sciistico del versante di Punta Rocca – scrive il segretario politico Luigi Chiocchetti – non è mai corrisposto un reciproco impegno per l’area Fedaia Pian dei Fiacconi. Già nel 2003 la Ual inserì la riqualificazione di quest’area tra le priorità per la Val di Fassa e così nel 2008. Insieme con gli operatori economici del Fedaia abbiamo rilevato la necessità di garantire l’apertura invernale della strada provinciale che da Penia sale al Passo. Un primo tentativo, a posteriori risultato insufficiente, è stato fatto installando un sistema di gazex che ha migliorato ma non risolto il problema. Ora la Ual è a fianco del Comune di Canazei e del Comun General nel portare avanti nei confronti dell’esecutivo provinciale il bisogno di una riqualificazione strutturale della strada del Fedaia e di tutta l’area attorno al lago. Siamo consapevoli che questo bisogno espresso in maniera univoca dal territorio è prioritario anche rispetto agli stessi impianti di risalita. Riteniamo il prolungamento delle gallerie paravalanghe a tutto il tratto del passo e la ricostruzione del ponte crollato al chilometro 10 della SP 641 opere non negoziabili. Consci della necessità di conciliare le intenzioni del Comune di Canazei e della Provincia stiamo lavorando per trovare quella sintesi che possa mettere tutti d’accordo nell’interesse della Marmolada. Ci stiamo adoperando concretamente e non con slogan gridati al vento come fanno altri soggetti politici in Fassa, per creare le condizioni di uno sviluppo duraturo ed attrattivo di quest’area».
Chiocchetti continua: «Riteniamo sbagliato voler omologare la Marmolada ad un normale carosello sciistico come hanno fatto gli impiantisti veneti e ancor più sbagliato sarebbe cedere alla tentazione di rilanciare lo sci estivo con palliativi che rallentano l’assottigliamento del manto ghiacciato. Questo non è futuro, è un passato privo di senso, perché la Marmolada non è il Presena. Bisogna creare le condizioni per una montagna a misura d’uomo dove gli impianti nuovi siano funzionali ad un contatto più diretto con la natura e meno mediato dall’uomo e dalle macchine. Serve riqualificare il giro del lago come area sportiva ciclo-pedonale, serve portare la gente a contatto con la fauna dolomitica, con la storia della guerra bianca, con tutta una serie di attività outdoor che davvero possano rilanciare la Marmolada facendola diventare un unicum nelle Dolomiti, consacrandola ancor di più a Patrimonio dell’umanità».