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Forni: Venezia-Marmolada in 12 ore e mezza con bici e sci

TRENTO. Alessandro Forni non si ferma mai. Dieci anni fa il ciclista trentino era balzato agli onori della cronaca per il record di dislivello sul Bondone. Nei giorni scorsi ha pedalato e sciato da Venezia alla Marmolada in 12 ore e mezza. Forni, che aveva compiuto un’impresa analoga sul Cevedale, è partito da Venezia alle 5 del mattino: sulla bicicletta aveva anche l’attrezzatura da scialpinismo ed il necessario per la sua impresa. Alessandro ha raggiunto Belluno alle 9 e Agordo alle 11. Alle 13 ha iniziato la salita di passo Fedaia. Alle 15 il cambio dei materiali e l’inizio della scalata di punta Penia, la più alta della Marmolada, raggiunta dopo 12 ore e mezzo di fatica. Nonostante la stanchezza, Forni è quindi ridisceso sugli sci a passo Fedaia, dove ha recuperato la sua bicicletta ed è rientrato a Trento alle 22.30. «Siccome non sono uno a cui piace stare fermo – spiega l’atleta trentino – le mie idee continuano ad andare avanti. Per questo ho scelto la cima più alta della Marmolada, Punta Penia, partendo da Venezia, quindi dal mare, in bicicletta, sempre con sci ed attrezzatura caricati sulla bici, con lo stesso spirito del Cevedale: in autosufficienza. In questo caso però, ridisceso al Passo della Fedaia, dove ho lasciato la bici, ho deciso di tornare a Trento, arrivando così in serata nella mia città natale. Una grande soddisfazione, senza grandi sponsor alle spalle, inneggiando ad uno sport pulito, vicino all’ambiente e alla fatica più vera». L’anno scorso Alessandro Forni era stato protagonista di un’impresa analoga: partito in bicicletta da Torbole alle prime luci dell’alba, il trentino aveva pedalato fino a malga Mare, in Alta Val di Peio; da lì aveva intrapreso la scalata del Cevedale sul versante trentino, scendendo quindi a valle con gli sci e tornando a Torbole in bici.